Fatti non parole

RES NON VERBA

Tenore alcolico: 25% vol - Volume bottiglia : 70 cl

Questo agrume sempreverde , originario della Cina, si diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo per opera degli Arabi,a partire dal X secolo e venne introdotto in Italia dal medioriente probabilmente durante le crociate. L’albero dalla rigogliosa vegetazione, con fiori, foglie e frutti sovente presenti in nello stesso periodo, può raggiungere circa otto metri d’altezza , possiede rami spinosi, ed oggi è utilizzato per la sua robustezza come portainnesto per altri agrumi. Nell’ambio della liquoristica se ne usano le scorze essiccate, ricchissime di olio essenziale e flavonoidi. In aromaterapia se ne apprezzano anche le proprietà toniche e rilassanti sul sistema nervoso. I suoi fiori bianchi dal profumo inebriante , le zagare, sono ottima fonte di nettare per il miele e da essi si ottiene un olio etereo preziosissimo, il neroli.

l nome china venne dato alla grande famiglia di questi alberi tropicali dalle tribù indie sudamericane e significa “corteccia” per eccellenza. La corteccia viene ancora oggi estratta da piante che hanno 15-25 anni e la sua notorietà in Europa si ebbe nel XVII secolo grazie alla moglie del vicerè peruviano Gerolamo de Cabrer conte di Chinchon (da cui la china prende la denominazione latina), che riuscì a guarire dalla febbre malarica. Dall’alcaloide in esso contenuto, la chinina, si riuscirono ad ottenere dei sali utilizzati nella cura della malaria mentre l’uso della corteccia trovò successo nella liquoristica per le proprietà amaricanti, toniche e digestive.

Ho desiderato utilizzare questa pianta nella formulazione dell’amaro per via del suo aroma delizioso. Conosciuta anche con il nome di “erba persa “, perché probabilmente originaria della Persia, questa erba aromatica appartiene alla famiglia delle labiatae e al genere dell’origano. Il sapore è molto più delicato e fresco, e trova ampio impiego usata fresca in cucina nella preparazione di golosi e saporiti ripieni per pasta fresca, verdure e non solo.

Acqua, alcool, zucchero, infusi di erbe e spezie.

Al naso sprigiona avvolgenti sentori agrumati. L’ingresso in bocca è dolce e deciso. Il cuore è caldo e speziato, equilibrato dalle erbe mediterranee, mentre le note finali di legni amari tra cui spicca la china calissaia, chiudono l’esperienza rendendo l’assaggio pulito e richiamando il sorso.

Amaro Taurinense

Il timo (Thymus sp.) è una pianta di origine mediterranea della famiglia delle Labiate molto apprezzata nella cucina del Sud dell’Europa e mediorientale, ma è anche molto diffuso sulle montagne alpine nella varietà serpillo. Il suo intenso sapore aromatico quasi pungente è dovuto alla ricca presenza di oli essenziali dalle riconosciute proprietà antisettiche, antispasmodiche ed espettoranti. In Piemonte è molto noto il liquore “Serpul” che a me piace molto e ho voluto anche questa erba nella formulazione dell’Amaro Taurinense.

Questa preziosa spezia proveniente oggi dal Guatemala è tra le più utilizzate fin dall’antichità: egizi, greci, romani la utilizzavano sia in cucina sia come essenza profumata. Il cardamomo verde ha nota intensamente balsamica, fresca e dolce.In India, questa spezia ha una forte valenza simbolica , si usa come auspicio di prosperità.

La galanga è una radice che appartiene alla famiglia dello zenzero, con la quale condivide la nota pungente e intensamente digestiva. La considero una pianta in grado di far risaltare l’intensità degli altri aromi oltre ad essere stata da sempre una pianta curativa. Secondo la monaca benedettina Ildegarda di Bingen era la “spezia della vita” ed aveva qualità calde ,nel medioevo era utilizzata per la creazione di vini medicati.

Liscio in purezza

 Se amate il tipo di digestivo corposo dalle spiccate note amaricanti, questo è il compagno davvero perfetto di fine pasto.

“on the rocks”

Con ghiaccio per sentire meglio le note speziate. Perfetto per chi cerca un’esperienza sensoriale raffinata.

Gustato caldo

con aggiunta di acqua calda e accompagnato con una fettina di arancia o limone per apprezzare la sua complessità aromatica

La storia di Amaro Taurinense

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